IMPORTANTE: cambio di indirizzo e aggiornamenti

5 Dicembre 2014 | | Commenti disabilitati

IL BLOG TRASLOCA DEFINITIVAMENTE AL NUOVO INDIRIZZO!

Questo non sarà più aggiornato. Per nuovi articoli e per commentare, o per qualsiasi altra cosa, il posto giusto è lì:

 

 

http://sardegnamondo.eu/

Ci vediamo dall’altra parte!

De André, Sardegna e stereotipi

26 Novembre 2014 | | Commenti disabilitati

Nuovo articolo sul nuovo SardegnaMondo.

Democrazia, lavoro, libertà

22 Novembre 2014 | | Commenti disabilitati

Nuovo articolo su SardegnaMondo, al nuovo indirizzo del blog.

Cultura popolare in Sardegna

17 Novembre 2014 |  Tagged , , | Commenti disabilitati

Nuovo articolo su SardegnaMondo.

Il testo di questo post si trova sul nuovo blog SardegnaMondo.

Questo sarà abbandonato nelle prossime settimane e mantenuto solo come archivio.

Per leggere e per commentare, invito tutti i lettori a spostarsi al nuovo indirizzo. Segnatevelo e mettetelo nel segnalibri del browser,mi raccomando. Grazie. Ci vediamo di là.

Il cielo sopra l’Europa

10 Novembre 2014 |  Tagged | 1 Commento

Il 9 novembre è una data che si presta agli eventi storici. Continua qui.

Gigi Riva e l’eterogenesi dei fini

7 Novembre 2014 |  Tagged , , , , , , , | Commenti disabilitati

Gigi Riva compie settant’anni. Non c’è bisogno di spiegare chi sia. Luigi Riva, noto Gigi, è un personaggio dell’immaginario, più che una persona in carne e ossa. Neanche la facilità di incontrarlo per strada, a Cagliari, nei suoi percorsi consueti, sminuisce l’aura di leggenda che lo accompagna. È un dato di fatto, ormai acquisito. Lo si può evocare e celebrare, non discutere. Continua qui.

Sapere poco, saperlo male

30 Ottobre 2014 |  Tagged , , , | Commenti disabilitati

Il motivo per cui è così facile abbandonarsi ai luoghi comuni o alle tesi più avventurose, riguardo la Sardegna, è che ne sappiamo poco su troppe cose e quel poco che sappiamo lo sappiamo male. La scuola e i mass media hanno un peso notevole, in questa faccenda, ma essi, dopo tutto, maneggiano materiali che non sono loro a produrre. Questo discorso deve dunque necessariamente chiamare in causa chi quelle nozioni forma e diffonde.

Torniamo sull’annoso problema di come si studia e si racconta la storia in Sardegna. Sappiamo bene che a scuola essenzialmente la Sardegna non esiste. Non esiste nei testi adottati, non esiste nei famosi “programmi ministeriali” (o quel che ne resta), non esiste spesso nel percorso di formazione degli stessi docenti. Leggi il seguito

I tempi del mondo sono diversificati, come insegnava Fernand Braudel. Spesso abbiamo la tentazione di correre appresso alla cronaca, irretiti dal sovraccarico di informazioni, riducendoci a una “corsa dei topi”, senza costrutto concreto. Bisogna sempre tenere d’occhio i processi profondi, di cui i singoli eventi sono degli inneschi o delle eruzioni superficiali. Il discorso vale a livello globale come al livello locale. Anche in Sardegna.

Le cronache sono piene di fatti e commenti ai medesimi, e va bene assumerne i contenuti con un certo discernimento, senza farsene travolgere. Può essere interessante capire chi comanderà d’ora in poi dentro il PD isolano, perché ha conseguenze ramificate, ma bisogna contestualizzare questo mero accadimento dentro il suo scenario di riferimento e valutarne il senso in termini più ampi. Così come bisogna fare con le dichiarazioni governative a proposito dell’eliminazione delle Regioni a statuto speciale o con l’evidente attrito tra il mondo del lavoro, il sindacalismo organizzato e i vecchi partiti. Tutti elementi parziali di un gioco più ampio, a sua volta inserito dentro magmatiche correnti storiche.

Non c’è solo questo nella politica sarda, chiaramente. Leggi il seguito

Ennio Flaiano diceva: “se si spiega con un esempio, non capisco più nulla”. Però a volte gli esempi sono illuminanti. Quando parliamo di mito identitario sardo, della sua costruzione e diffusione e di come sia stato fatto proprio dal sardismo e poi dal senso comune della maggioranza dei Sardi, si riassume una vicenda complessa, che ha richiesto molti anni di tempo e il concorso di vari soggetti, a diverso titolo. Allo stesso modo, parlare di tecnicizzazione di un mito e dei suoi risvolti politici rischia di rimanere nel campo delle astrazioni, senza una dimostrazione concreta. Non è inopportuno, dunque, ricorrere a qualche pezza d’appoggio.

Mi viene in soccorso, in questo caso, un testo riesumato nella Biblioteca digitale della Regione Sardegna. Si tratta di una rivista del Touring Club italiano, “Le vie d’Italia” e nello specifico il suo n. 8 dell’anno 1937. Leggi il seguito

AGGIORNATO (Se hai già letto questo post, vai direttamente all’aggiornamento)

Dice che ci sono rimasti male. Qualcuno aveva davvero sperato che Cagliari potesse essere promossa a “capitale europea della cultura” per il 2019, anno in cui tale ruolo spetterà all’Italia (sempre che esista ancora). La platea dei delusi è eterogenea: chi si aspettava di essere cooptato tra i beneficiari dell’evento, in caso di vittoria; chi ci sperava per motivi di convenienza politica; chi faceva semplicemente il tifo. Tutti rimasti con un palmo di naso, davanti alla designazione di Matera. Matera! Come si permette un’anonima cittadina della sperduta Lucania, quasi una bidda, senza manco una stazione ferroviaria, senza il mare, di fare cotanto affronto a una città come Cagliari?

Le reazioni alla notizia sono state gustose. Da chi l’ha presa con sportività, magari mugugnando un poco, a chi è passato direttamente alle maledizioni, a volte condite di teorie del complotto. Naturalmente ci sono stati quelli che se la sono risa sotto i baffi, magari solo per campanilismo ostile a Cagliari o per puro gusto del dispetto. Leggi il seguito

Sembra che intorno ai Giganti di Monte Prama si stia scatenando una sorta di psicosi collettiva. Notevole, se pensiamo a quanto poco peso abbiano di solito i temi culturali e quelli storici nel senso comune della gente. Non è solo questione di sensazionalismo alimentato dai mass media. I mass media fiutano l’interesse dei lettori e dei telespettatori. La curiosità esiste ed è tanta e diffusa. È come se un argine si fosse rotto.

Questo fenomeno morboso, perfettamente spiegabile in una popolazione da sempre deprivata di una memoria collettiva decente, ha a sua volta risvolti molteplici. Leggi il seguito