Gen
26
L’eterno ritorno dell’uguale
26 Gennaio 2012 | Tagged blocchi, cocco ortu, crisi, eterno ritorno, indipendentismo, manifestazioni, partite IVA, pastori, peppinu mereu, rivendicazionismo, subalternità, vertenza entrate | Lascia un commento
In giorni difficili e confusi bisognerebbe cercare di elaborare la complessità e renderla intellegibile, anziché aumentare la confusione. Invece all’inerzia dei podatari che governano la Sardegna per conto terzi si risponde con azioni inutili e controproducenti, come l’occupazione delle aule consiliari dei comuni o il blocco delle strade. Come se sabotare la già carente attività politica sul nostro territorio o sequestrare l’intera Isola generasse chissà quali effetti benefici. A occhio e croce, di là dal mare nemmeno se ne accorgono.
Forse se conoscessimo il nostro passato avremmo una visione diversa della situazione. Una visione più prospettica, articolata, capace di fondare una proposta anziché una sterile protesta. Fa un certo effetto dire certe cose nei giorni in cui cade il centoquarantesimo anniversario della nascita di Peppinu Mereu. Da bravo poeta, Mereu aveva già intuito, pur nel corso di una breve esistenza, alcuni elementi decisivi della nostra contemporaneità. Che era anche la sua.
I famosi versi: “Deo no isco, sos carabineris, in logu nostru prit’est chi bi sune, e no arrestant sos bangarrutteris” li scriveva all’amico Nanni Sulis ancora con la divisa da carabiniere addosso, ben conscio di quel che diceva. L’allusione ai bancarottieri non era traslata, un modo di dire. Leggi il seguito
Gen
23
Se non è emergenza questa…
23 Gennaio 2012 | Tagged abbandoni scolastici, carenze infrastrutturali, istruzione, questione di genere, questione linguistica, scuola, sovranità, subalternità | 1 Commento
Dati allarmanti dal mondo della scuola sarda. Un quarto dei nostri ragazzi abbandona precocemente gli studi, senza conseguire nemmeno un diploma superiore. Non è una novità, ma a metà degli anni 2000 la tendenza sembrava invertita: gli abbandoni scolastici, sempre alti in Sardegna, calavano. Merito anche di un’azione di governo regionale che finalmente metteva mano al problema, sia pure con mezzi limitati. Il che si inseriva, tra l’altro, in un momento di recupero di responsabilità politica e di senso di appartenenza collettiva emersi con la mobilitazione contro il nucleare del 2003 e manifestatisi poi nell’elezione di Renato Soru alla presidenza della Regione.
Quel momento si è concluso. I sardi sono stati ricacciati – soprattutto da se stessi – nel labirinto dei processi di identificazione subalterni, nella percezione di sé come portatori congeniti di miseria e incapacità. Sarà un caso che siano tornati a peggiorare anche gli indici di abbandono scolastico?
Il problema di fondo è che la scuola in Sardegna è governata secondo paradigmi e con mezzi largamente incompatibili e insufficienti alle nostre necessità. Leggi il seguito
Gen
19
Vertenza Alcoa e crisi dei modelli dominanti: il dibattito è aperto
19 Gennaio 2012 | Tagged alcoa, antonello cabras, crisi, egemonia, fiscalità, francesco pigliaru, paolo maninchedda, paradigmi economici, portovesme, sovranità, vertenza entrate | Lascia un commento
Il dibattito suscitato dalla (ennesima) vertenza Alcoa è stato animato recentemente da uno scambio di vedute, sulle pagine dei giornali, tra Francesco Pigliaru (economista, ex assessore regionale della giunta Soru), Antonello Cabras (senatore, ex presidente di regione, ecc., PD) e Paolo Maninchedda (presidente della Commissione Autonomia in consiglio regionale, PSdAz). I punti di vista sono diversi e sono diverse (ma come vedremo non tutte incompatibili) le prospettive evocate.
Il primo dato importante che dobbiamo rilevare è che finalmente sul tema dell’industrializzazione della Sardegna si prova in qualche misura a uscire dagli schemi fin qui egemonici per proporre una visione nuova. La retorica autonomista ha sempre ammantato la stagione dei Piani di Rinascita di un’aura tra l’ineluttabile e il rassicurante. La versione dominante vuole che l’industrializzazione della Sardegna fosse al tempo una misura necessaria e addirittura lungimirante per far uscire l’Isola in tempi brevi dal suo stato di arretratezza economica, sociale e culturale (dato per dimostrato). Se ne rivendicano successi ed esiti, pur ammettendo che non è stato il percorso lineare e progressivo che ci si aspettava. Certi errori di valutazione – si argomenta di solito – erano inevitabili. Quelle scelte allora sembravano le migliori possibili e solo col senno di poi se ne possono intravvedere i limiti. Il compito, oggi, sarebbe quello di rilanciare l’idea della Rinascita, riprenderne lo spirito, adeguandolo ai tempi, ma senza rinunciare a ciò che è stato fatto e ai suoi fondamenti politici. Leggi il seguito
Gen
18
Disturbo della personalità
18 Gennaio 2012 | Tagged alberto mario delogu, crisi, identificazione, identità, la nuova sardegna, proattivo, renato soru, storia | 2 Commenti
Un caso tipico di psicosi sardopatica. Pesco dalle rubriche della Nuova online, Sardinians, di Alberto Mario Delogu. Si cita una nota dichiarazione di Einstein a proposito di crisi, ripresa a sua volta da Renato Soru. E fin qui va bene.
Poi qualcosa scricchiola. La costruzione retorica è abbastanza banale, niente di che, ma senza infamia e senza lode. Ci può stare. Non è quello. No, è che se si torna indietro e si legge meglio si nota che la contestualizzazione e l’ottica soggettiva in cui il tema è inquadrato (la crisi come opportunità da sfruttare) ha al suo centro l’Italia. Il paragone è tra una banca canadese e un “in Italia”. Ossia, presumibilmente, il posto in cui si immagina che si trovino i lettori di questo pezzo.
Però Delogu fa il pistolotto riferendosi a Renato Soru e dunque – se ne dedurrebbe – alla situazione sarda. Invece sta parlando dell’Italia. Come fosse la stessa cosa. Dà evidentemente per scontata questa appartenenza, senza curarsi affatto della sua fondatezza problematica. Leggi il seguito
Gen
16
Restare a galla aggrappati ai libri
16 Gennaio 2012 | Tagged biblioteche, bilancio regionale, collaborazioni, consulenze, giunta cappellacci, manovra finanziaria, regione sardegna, tagli | Lascia un commento

Sede centrale del Consorzio di pubblica lettura S. Satta, Nuoro
Affondano le navi da crociera e viene da pensare che ad ogni hubris umana corrisponda una giusta nemesi. E ci sembra di affondare un po’ anche noi. Non nelle belle acque mediterranee (laddove non siano ancora criminosamente inquinate, chiaramente), quanto nel fango. O peggio.
Non bastassero le manovre finanziarie del governo italiano (così solerti a garantire profitti e privilegi a chi già ne gode e un po’ meno a curare la qualità della vita dei cittadini), ci si mette – da brava scolaretta – anche la nostra inutilissima Regione Autonoma a rovinarci le giornate.
In questo frangente mi riferisco in particolare agli annunciati tagli al finanziamento delle biblioteche. Una misura da nulla, si direbbe, rispetto ai problemi che abbiamo. E invece si tratta di una delle scelte più punitive e potenzialmente deleterie che si possano attuare.
Le biblioteche pubbliche sono un elemento determinante della qualità della vita di una comunità. Delle piccole comunità in particolare. Leggi il seguito
Gen
12
Banche, crisi, modernità: una storia da scrivere
12 Gennaio 2012 | Tagged banca di cagliari, banche, banco di sardegna, capitalismo, casse ademprivili, casse rurali, credito, crisi, monti granatici, Trentino | Lascia un commento

Monte granatico di Arbus
Che la Modernità sia legata al capitalismo e il capitalismo allo sviluppo del credito è una nozione di base, da cui non si può prescindere.
La storia degli ultimi settecento anni parla chiaro. La lunga fine del medioevo comincia non solo con le carestie e la peste nera di metà Trecento, ma anche con i fallimenti di compagnie commerciali e finanziarie (ne rimase coinvolta anche la famiglia di Giovanni Boccaccio, tanto per dire). Il passaggio di consegne nelle egemonie economiche lungo il corso dei secoli fu sancito sia da conflitti armati e da crisi economiche, sia da crisi finanziarie non troppo dissimili da quella attuale. Il testimone passò da Amsterdam a Londra nel Settecento proprio a causa di una devastante crisi dovuta alla letale finanziarizzazione del mercato fondato sulla piazza olandese. Crisi che fu accompagnata da conflitti “mondiali” come la Guerra di successione spagnola o quella “dei sette anni”. Il passaggio di consegne tra Londra e New York fu decretato definitivamente dalla Grande Depressione, seguita alla crisi del ’29, periodo preceduto e seguito dai due conflitti mondiali.
La natura intrinsecamente dialettica del capitale fa sì che il suo rapporto con la politica e la società sia costantemente conflittuale e in divenire. Un divenire in qualche modo ciclico. Niente di strano dunque in quello che succede oggi. La differenza macroscopica rispetto al passato è che abbiamo ormai toccato alcuni limiti fisici del sistema chiuso dentro il quale esistiamo. Leggi il seguito
Gen
10
Il coltello nella piaga
10 Gennaio 2012 | Tagged alcoa, crisi, identificazione, lavoro, portovesme, sardegna | 3 Commenti
Sembra brutto rinfacciare ora che era già tutto scritto, che l’avevamo detto da un pezzo. Parlo della chiusura dell’ALCOA a Portovesme. Quel che ci sarebbe da fare è chiedere conto ai sindacati e alle forze politiche della loro sostanziale complicità in tutta la squallidissima operazione. Perché chi rappresenta i lavoratori e i cittadini sardi si è prestato a illuderli, a generare falsa coscienza, anziché cooperare per trovare delle soluzioni e pianificarne la realizzazione? Sarebbe bello che i lavoratori e i cittadini, prima di prendersela con l’ALCOA (che è una corporation, una multinazionale, dichiaratamente votata al proprio profitto, non un ente caritatevole), o appellarsi per la millesima volta al governo italiano, o al papa, aprissero gli occhi e cominciassero a guardare in faccia la realtà.
Il che in fondo vale per tutti noi. Non abbiamo alcuna speranza di trovare una soluzione ai nostri mali strutturali al di fuori di una nostra presa di responsabilità. È palese che non potrà essere alcun governo italiano a risolverli, così come è ridicolo attendersi che lo facciano soggetti privati internazionali. Leggi il seguito
Gen
8
Auguri 2012
8 Gennaio 2012 | Tagged abuso d'ufficio, cappellacci, informazione, licenziamenti, mazzella, sardegna1 | 1 Commento
In Sardegna l’anno della fine del mondo si annuncia – al solito – in modi paradossali. Un presidente della regione rinviato a giudizio (solo?) per abuso d’ufficio resta saldo al suo posto, mentre qualcuno dei nostri valenti capitani d’industria pensa bene di licenziare tre giornalisti (tra l’altro di quelli bravi). (A questi ultimi va tutta la mia solidarietà.)
Le bufere sono solo quelle di vento, da queste parti. Mai che una bella maestralata politica faccia piazza pulita come succede con le nuvole sui nostri cieli meravigliosi. Del resto, in un posto che è così poco italiano da non aver nemmeno partecipato al fenomeno Mani Pulite, vent’anni fa, dove i nodi al pettine sono gli stessi da centocinquanta anni e i modi scelti per scioglierli di solito finiscono per aggrovigliarli, cosa ci si può aspettare di diverso?
Così, non mi rimane per ora che fare a tutti gli auguri più sinceri per un 2012 se non altro interessante e promettere un’attenzione sempre desta su quel che ci riguarda.
Dic
22
Paradigmi antievolutivi
22 Dicembre 2011 | Tagged autodeterminazione, cambiamento, economia, ignoranza, neoliberismo, paradigmi, passività, pigrizia, sardegna | 1 Commento

È difficile quantificare oggi dove finisca l’ignoranza e dove cominci la stupidità nella maggior parte di noi. E forse non è nemmeno il problema principale. Ossia: a volte ci illudiamo che per il solo fatto di conoscere i risvolti e le cause di certi fenomeni, automaticamente reagiremo razionalmente per superare il problema o correggere gli effetti dannosi di una scelta fatta in precedenza. Dare per scontata la razionalità come motore fondamentale delle scelte umane è un errore grossolano, benché su di esso si basino imponenti costruzioni teoriche, specie in campo economico (e infatti… ).
Cito l’ambito economico, perché è un esempio clamoroso di credenze para o pseudo-scientifiche che condizionano pesantemente la vita materiale di tutti, senza che se ne mettano opportunamente in discussione i fondamenti. Eppure è risaputo che l’economia moderna tutto è tranne che una scienza. Leggi il seguito
Dic
20
Ennesimo esempio
20 Dicembre 2011 | Tagged archeologia, ARCUS, beni comuni, cultura, giganti, monte prama, musei | 2 Commenti
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un po’ come tra la Sardegna e il mondo, si potrebbe dire. E invece no. Tra la Sardegna e il mondo c’è qualcos’altro. E non mi riferisco a “e il”, come cantava qualcuno. Tra la Sardegna e il mondo c’è di mezzo l’Italia.
È un dato strutturale, nelle attuali condizioni politiche e giuridiche, ma non è un fatto naturale e nemmeno inevitabile, da alcun punto di vista. È però un dato di fatto patogeno, generatore di problemi e di danni. Il che prescinde dalla situazione contingente dello stato italiano e anche dalla mediocrità dei pochi e deboli rappresentanti sardi in quella sede. Trattasi – come detto altre volte – di una forma di incompatibilità oggettiva, dovuta alla geografia prima di tutto, e poi alla storia e a tutte le conseguenze pratiche che esse hanno nella concretezza della vita degli esseri umani.
Un esempio lampante – forse da molti percepito come meno urgente, ma non per questo meno significativo – è quello che riguarda la sorte dei famosi Giganti di Mont’e Prama. Finito il restauro, c’è da trovare una degna sistemazione a un gruppo scultoreo tra i più rilevanti di tutta l’antichità. Di tutta l’antichità mediterranea ed europea, non solo sarda. Un vero patrimonio dell’umanità, un bene comune di primaria importanza. Leggi il seguito
Dic
16
Horror vacui
16 Dicembre 2011 | Tagged autodeterminazione, crisi, emancipazione, intellettuali, mass media, politica, sardegna, subalternità | Lascia un commento
Che non siano tempi facili, lo sappiamo tutti, chi più chi meno. Quel che colpisce è il meccanismo complesso con cui i vari elementi economici, sociali e culturali che concorrono a formare la realtà storica in cui viviamo siano visibili e in larga parte compresi da molti, e nonostante questo si stenti non dico a risolvere qualcosa, ma nemmeno a darne conto compiutamente.
C’è un grave difetto di narrazione, prima di tutto. In larga parte ciò è strumentale rispetto al mantenimento di porzioni di potere (vero o illusorio) da parte delle elite che lo detengono. Ma c’è anche una componente inerziale, una forza profonda dei processi storici che è difficile contrastare nelle sue cause. L’inconsapevolezza o il disinteresse verso la complessità dei fenomeni è un elemento che contribuisce ad aggravarli, non a crearli.
Eppure, se sulle cause, almeno quelle più profonde, è difficile o imposibile agire, invece si potrebbe agire sui sintomi. E qui entra in gioco la politica. Leggi il seguito
Dic
12
Lo specchio deformante
12 Dicembre 2011 | Tagged giornalismo, informazione, invidia, luoghi comuni, pocos locos y mal unidos, sardi, sardità | Lascia un commento
In questi giorni ritornano in auge temi e luoghi comuni relativi alla nostra presunta identità sarda. Un apparato di dispositivi di dominio scatta in automatico appena c’è da spiegare qualche fatto significativo e si chiamano in causa le nostre ataviche magagne: dal pocos locos y mal unidos, all’invidia endemica, ai mali derivati da isolamento e arretratezza (assegnando a ciascun elemento il ruolo di causa o di effetto, a seconda della bisogna).
Ora, d’accordo che l’egemonia è dura da contrastare, ma qui ci si marcia un po’ troppo. L’uso di cliché pseudo-scientifici, di natura sociologica, antropologia o storica non è nuovo, ma dovremmo aver maturato strumenti critici adeguati a farne a meno e a smontarli laddove si ripresentino. Invece i mass media indulgono volentieri nella riproposizione di cornici concettuali e contenuti che basterebbe un minimo di onesto senso critico a respingere come tossici.
Il fatto è che l’egemonia culturale non è solo un apparato di dominio. Essa produce esiti che hanno l’aria di essere spontanei, anche quando sono del tutto riferibili a contenuti e meccanismi di ragionamento indotti. Leggi il seguito





